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A volte fare pubblicità può rivelarsi un vero e proprio disastro. La storia recente è colma di spot che sono diventati boomerang per chi invece credeva di guadagnarci qualcosa almeno in termini di immagine. Di conseguenza, Cracked.com ha deciso di stilare la classifica delle 5 campagne pubblicitarie peggiori della storia del marketing. Scopriamole insieme:

 

 

Oscar Pistorius e la Nike– “Io sono il proiettile nella canna”recitava uno spot con l’atleta dopo le Olimpiadi nel 2012. Peccato che dopo un po’ lo stesso Pistorius sia stato accusato di aver ammazzato la sua fidanzata proprio a colpi di fucile, costringendo la Nike a ritirare la pubblicità.

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Blockbuster e l’abolizione delle multe –Nel 2004 l’azienda aveva deciso di guadagnarsi il favore dei clienti abolendo la multa che veniva inflitta a chi restituisse film o giochi in ritardo. Tuttavia, la mora non era stata affatto eliminata ma aveva soltanto cambiato nome, di conseguenza, dopo una miriade di proteste da parte dei consumatori, Blockbuster fu costretta a risarcirli del tutto.

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Reebok e l’oro olimpico soltanto agognato –A pochi mesi delle Olimpiadi di Barcellona del 1992, l’azienda aveva pensato di sfruttare la rivalità storica fra due atleti americani, Dave Johnson e Dan O’Brien, testimonial del marchio. Peccato che nonostante i milioni di dollari spesi per pubblicizzarli, nessuno dei due riuscì a raggiungere il riconoscimento tanto agognato.

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Coca Cola e le lattine fortunate –Coca Cola è da sempre considerata la regina delle pubblicità. Tuttavia, anch’essa ne ha sbagliata qualcuna. Nel corso degli anni ’90, infatti, la multinazionale aveva lanciato una campagna pubblicitaria molto particolare: tra i milioni di bibite vendute, alcune contenevano un premio, cioè una finta banconota arrotolata che annunciava la vincita. Tuttavia, al posto della bevanda, era stato aggiunto un liquido che in alcuni casi aveva rischiato di intossicare ifortunati-sfortunati consumatori. Coca Cola, allora, dovette lanciare il protocollo di massima allerta e mettere in guardia il mondo dal liquido contaminato.

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10:10 e l’esplosione dei bambini –Nel 2010 l’associazione ambientalista 10:10 aveva realizzato uno spot ambientato in una classe con dei bambini. Ai piccoli non interessati al progetto di salvare il pianeta, la maestra riservava un trattamento speciale: li faceva esplodere, con fiotti di sangue che schizzavano ovunque. Chiaramente, dopo durissime polemiche la pubblicità venne ritirata.

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